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BUONO A SAPERSI 12 MAGGIO 2026

Finti volontari fuori dai supermercati: la nuova truffa del POS

Le truffe legate alla falsa beneficenza stanno tornando a colpire davanti a supermercati e centri commerciali. I truffatori si presentano come volontari di associazioni impegnate ad aiutare bambini malati, persone disabili o famiglie in difficoltà, sfruttando la sensibilità delle persone per ottenere denaro in pochi minuti. È quanto accaduto anche a Levico Terme, dove un’anziana è stata raggirata da tre finti operatori di una presunta Onlus che le hanno rubato circa 2mila euro.

Come funziona la truffa della finta beneficenza con il POS?

Il meccanismo della truffa è studiato nei minimi dettagli e punta soprattutto sulla fretta e sulla buona fede delle vittime. I finti volontari si sistemano all’esterno dei supermercati con banchetti improvvisati, volantini, loghi di presunte associazioni e pettorine che sembrano ufficiali. Tutto appare credibile: dalla modulistica cartacea fino ai racconti utilizzati per convincere le persone a fare una piccola offerta destinata, nella maggior parte dei casi, ad aiutare bambini disabili o non vedenti. La richiesta iniziale è quasi sempre molto bassa, generalmente due, cinque o dieci euro, proprio per non creare sospetti. Una volta ottenuta l’attenzione della vittima, entra però in gioco il POS mobile. Mentre la persona pensa di autorizzare una donazione minima, i truffatori digitano sul terminale importi molto più alti. Nel caso avvenuto a Levico Terme, la donna avrebbe inserito il PIN senza accorgersi che la cifra reale fosse arrivata addirittura a 2mila euro. La tecnica funziona perché chi dona tende a fidarsi del contesto e spesso non controlla con attenzione il display del dispositivo elettronico. Inoltre i malintenzionati cercano di mettere pressione parlando velocemente o distraendo la vittima durante il pagamento. Solo dopo aver completato la transazione molte persone si rendono conto dell’addebito anomalo e decidono di sporgere denuncia alle forze dell’ordine.

Come riconoscere i finti volontari fuori dai supermercati?

Capire se ci si trova davanti a una vera raccolta fondi o a un tentativo di truffa non è sempre semplice, ma ci sono alcuni dettagli che possono aiutare a evitare brutte sorprese. Le associazioni benefiche autorizzate, infatti, operano normalmente con permessi ufficiali e postazioni riconoscibili, spesso concordate con il supermercato o con il comune. I finti volontari, invece, tendono a comparire all’improvviso in aree molto frequentate, cercando di intercettare quante più persone possibile nel minor tempo. Un altro segnale da non sottovalutare riguarda il comportamento insistente. Chi organizza vere raccolte fondi raramente mette pressione ai clienti o li segue all’ingresso del punto vendita. Al contrario, i truffatori puntano sull’urgenza emotiva e cercano di convincere rapidamente le persone a effettuare un pagamento elettronico. Come già suggerito, è bene
controllare sempre la cifra mostrata sul display del POS. Anche pochi secondi di verifica possono evitare addebiti molto elevati. In caso di dubbi è consigliabile chiedere informazioni direttamente al personale del supermercato oppure rifiutare il pagamento. Se la situazione appare sospetta, la scelta più prudente resta quella di contattare immediatamente il 112 e segnalare eventuali movimenti strani alle forze dell’ordine.
Gli investigatori stanno continuando a lavorare sul caso avvenuto in Trentino, ma episodi simili sono stati segnalati anche in altre zone d’Italia. Proprio per questo le autorità invitano i cittadini a prestare massima attenzione alle raccolte fondi improvvisate e a non lasciarsi convincere solo da volantini, pettorine o loghi apparentemente ufficiali.

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