Cambiano le regole per Imu e Tari, due dei principali tributi locali che interessano milioni di proprietari e occupanti di immobili in Italia. Le novità sono contenute nel decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, dedicato alla revisione della disciplina dei tributi regionali e locali ed entrato in vigore il 12 agosto. Il provvedimento interviene sulle modalità di comunicazione delle informazioni, sulle scadenze e anche sul sistema delle sanzioni.
Una delle principali novità riguarda la dichiarazione Imu. La riforma stabilisce che le variazioni rilevanti ai fini dell’imposta dovranno essere comunicate attraverso una procedura esclusivamente online, utilizzando il nuovo modello ministeriale. Questo sarà destinato anche alla comunicazione delle informazioni necessarie per usufruire delle eventuali agevolazioni previste dalla normativa.
È importante distinguere questo adempimento dal semplice pagamento della tassa: la novità riguarda infatti la dichiarazione e la comunicazione delle variazioni, non l’obbligo generale di versare l’imposta esclusivamente online. La dichiarazione serve quando intervengono modifiche che incidono sulla determinazione dell’imposta o su riduzioni ed esenzioni.
L’obiettivo dichiarato della riforma è uniformare le procedure e ridurre la frammentazione degli adempimenti tra i diversi Comuni. Per i contribuenti, però, diventa ancora più importante utilizzare correttamente il nuovo canale e verificare quali informazioni debbano essere comunicate.
Dopo la riforma sul bollo auto, arrivano novità significative anche per la Tari, la tassa destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti urbani. Il termine per presentare la dichiarazione viene modificato: la comunicazione relativa all’inizio del possesso o della detenzione dell’immobile, così come le variazioni previste dalla disciplina, dovrà essere effettuata entro 90 giorni.
La nuova scadenza sostituisce il precedente termine più ampio previsto dalla normativa. La modifica interessa, per esempio, chi acquista o prende in affitto un’abitazione, chi cambia situazione rispetto a un immobile già occupato oppure chi deve comunicare variazioni rilevanti ai fini del tributo. La normativa stabilisce che la dichiarazione debba essere presentata al Comune o al gestore del servizio rifiuti entro tre mesi dall’inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree soggette alla tassa sui rifiuti.
Per il contribuente diventa quindi fondamentale non rimandare la comunicazione, soprattutto in occasione di un trasloco, di un nuovo contratto di locazione o di una modifica dei dati che incidono sul calcolo della tassa.
La riforma su Imu e Tari interviene anche sulle sanzioni relative alle dichiarazioni omesse o infedeli. Dal 1° gennaio 2027, per le violazioni riguardanti questi e altri tributi locali interessati dalla disciplina, vengono previste percentuali più definite rispetto alle precedenti fasce.
In particolare, in caso di omessa dichiarazione, la sanzione viene fissata al 100% del tributo non versato, mentre per una dichiarazione infedele è prevista una multa del 40%, con un minimo di 50 euro. La revisione modifica quindi il quadro precedente, nel quale le sanzioni erano comprese in intervalli percentuali più ampi.
Il decreto interviene anche sulle situazioni in cui è contestata la rendita catastale di un immobile. In questi casi il contribuente continua a versare l’Imu sulla base dell’importo applicabile durante la controversia. Una volta concluso definitivamente il contenzioso, viene effettuato il conguaglio necessario.
Se dalla decisione emerge che il contribuente ha versato più del dovuto, il rimborso può essere richiesto entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla conclusione definitiva della controversia. Nel caso contrario, il Comune può recuperare la maggiore imposta dovuta, con l’applicazione degli interessi e senza sanzioni nelle condizioni previste dalla nuova disciplina.
Le modifiche segnano quindi una progressiva digitalizzazione della fiscalità locale e, soprattutto per la Tari, impongono ai contribuenti maggiore attenzione alle scadenze. Per chi cambia casa o modifica la propria situazione immobiliare, conoscere tempestivamente i nuovi termini diventa essenziale per evitare irregolarità e possibili sanzioni.