Una casa di famiglia, un trasloco e un cassetto rimasto chiuso per decenni. È da questa combinazione che nasce una vicenda destinata a far parlare, soprattutto chi conserva ancora vecchi documenti bancari. A San Giorgio Canavese, in provincia di Torino, Fabio Minetti, 61 anni, ha ritrovato due libretti di risparmio aperti dal padre nei primi anni Settanta e dimenticati per oltre mezzo secolo.
Secondo le stime dei consulenti che stanno seguendo il caso, quei depositi oggi potrebbero avere un valore complessivo di circa 110mila euro, tra capitale, interessi maturati e rivalutazioni.
La storia che vale migliaia di euro
La scoperta dei due libretti di risparmio è avvenuta durante il riordino dell’abitazione dei genitori, dopo la scomparsa del padre Luigi nel 2020. In fondo a un cassetto sono riemersi due documenti della storica Cassa di Risparmio di Torino, istituto successivamente confluito in UniCredit. Il primo riportava versamenti per 2 milioni e 280 mila lire effettuati tra il 1971 e il 1973; il secondo presentava un saldo di 3 milioni e 608 mila lire. Complessivamente, si tratta di oltre cinque milioni di lire depositati più di cinquant’anni fa.
“Nessuno in famiglia sapeva della loro esistenza“, ha raccontato Minetti. Quei risparmi, probabilmente accantonati per un progetto mai realizzato o per affrontare eventuali necessità future, erano rimasti dimenticati per decenni, trasformandosi in quello che tecnicamente viene definito un “deposito dormiente”. Tuttavia, il valore attuale non deriva dalla semplice conversione delle vecchie lire in euro. A incidere sono infatti gli interessi, la capitalizzazione e le eventuali rivalutazioni maturate nel tempo. Elementi che possono far crescere sensibilmente l’importo finale.
Per verificare la possibilità di ottenere il rimborso, Minetti si è rivolto a un’associazione specializzata nella tutela dei consumatori. Il nodo principale riguarda la prescrizione del diritto a riscuotere le somme. Secondo i legali che seguono il caso, il termine decennale previsto dalla normativa inizierebbe a decorrere dal momento in cui l’erede è concretamente in grado di far valere il proprio diritto, cioè dalla scoperta dei libretti e non dalla loro apertura o dall’ultimo movimento registrato. Su questa base è stata inviata la richiesta nei confronti di UniCredit, individuata come successore della Cassa di Risparmio di Torino, con l’obiettivo di trovare una soluzione senza ricorrere al tribunale.
Quali titoli possono essere riscossi
La vicenda riporta l’attenzione su un tema spesso poco conosciuto: quello dei vecchi libretti di risparmio, dei buoni e degli altri strumenti finanziari dimenticati. Non tutti i titoli rinvenuti dopo molti anni danno automaticamente diritto a un rimborso, perché ogni situazione dipende da numerosi fattori, tra cui la tipologia del rapporto, le eventuali movimentazioni, le norme applicabili e gli effetti della prescrizione. Proprio per questo, gli esperti consigliano di non procedere a valutazioni autonome, ma di rivolgersi alla banca interessata o a professionisti qualificati per verificare la posizione.
La storia di San Giorgio Canavese dimostra come un semplice riordino possa riportare alla luce documenti dal valore non solo affettivo, ma anche economico. In molte abitazioni italiane potrebbero essere ancora conservati libretti di risparmio, certificati o altri titoli risalenti a decenni fa. Prima di considerarli privi di valore, può essere utile verificarne lo stato e l’eventuale validità: in alcuni casi, come quello di Fabio Minetti, una scoperta casuale può trasformarsi in una significativa opportunità economica.