VIDEO
Cerca video

Risultati per il tag: soldi

343 risultati
Filtra categoria
Qualsiasi Questo mese Quest'anno
Più rilevanti Data Più visti
BUONO A SAPERSI 03 OTTOBRE 2026

Donazione dai genitori, occhio al bonifico: rischi una tassa dell’8%

Ricevere denaro dai propri genitori per acquistare una casa, affrontare una spesa importante o semplicemente avere maggiore disponibilità economica è una situazione piuttosto comune. Un trasferimento tramite bonifico, tuttavia, può avere rilevanza anche dal punto di vista fiscale quando dietro al movimento di denaro si nasconde una vera e propria liberalità. Questo non significa, però, che ogni somma trasferita da un genitore a un figlio venga automaticamente tassata. La questione riguarda soprattutto le cosiddette liberalità indirette, cioè quei trasferimenti patrimoniali realizzati senza ricorrere necessariamente alla forma tipica della donazione. L’articolo 56-bis del Testo unico sulle successioni e donazioni prevede specifiche condizioni per il loro accertamento e stabilisce che, quando ricorrono i presupposti, si applica l’aliquota dell’8% sulla parte che supera la franchigia eventualmente prevista. A riportare l’attenzione sull’argomento è anche una recente pronuncia della Corte di Cassazione, la numero 15315 del 20 maggio 2026, relativa a un trasferimento di oltre otto milioni di euro tra madre e figlia. La decisione ha ribadito l’importanza di guardare alla natura effettiva dell’operazione e non soltanto alla forma utilizzata per trasferire il denaro.

Quando scatta la tassa e le franchigie

Il primo aspetto da chiarire è che il semplice fatto di ricevere un bonifico da un genitore non fa scattare automaticamente un’imposta dell’8%. La disciplina richiamata dall’articolo 56-bis riguarda infatti le liberalità diverse dalle donazioni formali e prevede condizioni precise per il loro accertamento.

La norma stabilisce che l’esistenza di queste liberalità possa essere accertata, in determinate circostanze, quando emerge da dichiarazioni rese dall’interessato nell’ambito di procedimenti finalizzati all’accertamento di tributi. Se la liberalità viene accertata e supera la franchigia applicabile, sulla parte eccedente trova applicazione l’aliquota dell’8%.
Ed è proprio il riferimento alla franchigia a essere fondamentale.

Per i trasferimenti a favore del coniuge e dei parenti in linea retta, tra cui rientrano figli e genitori, la soglia prevista è di 1 milione di euro per ciascun beneficiario. Per i fratelli e le sorelle la franchigia è invece di 100 mila euro, mentre per le persone con disabilità riconosciuta la soglia arriva a 1,5 milioni di euro. Per altri soggetti possono trovare applicazione aliquote e regole differenti.

Questo significa che parlare genericamente di una “tassa dell’8%” sui bonifici familiari può essere fuorviante. L’aliquota non viene applicata indistintamente a qualunque somma ricevuta. Nel caso delle liberalità indirette, l’8% riguarda la parte che supera la franchigia prevista dalla legge e soltanto quando ricorrono le condizioni per l’accertamento.

La Cassazione, nel caso richiamato dalle recenti cronache, si è confrontata proprio con un trasferimento di importo molto elevato. La somma, superiore agli otto milioni di euro, rende evidente la distanza rispetto ai normali aiuti economici che possono avvenire all’interno di una famiglia. La pronuncia ha quindi riacceso l’attenzione sulla necessità di distinguere le situazioni ordinarie dai trasferimenti patrimoniali di dimensioni particolarmente rilevanti.

Quando l’aiuto dei genitori non è tassato

Il quadro diventa quindi più articolato quando si parla di un aiuto economico dei genitori a favore di un figlio. Non è corretto considerare ogni bonifico come una donazione automaticamente soggetta a imposta. Bisogna innanzitutto capire per quale motivo viene trasferito il denaro, quale sia la natura dell’operazione e quale disciplina sia applicabile.

Un genitore può, per esempio, sostenere economicamente il figlio per affrontare una determinata spesa. La semplice movimentazione bancaria non basta da sola a stabilire quale sia la natura giuridica dell’operazione. Il bonifico è infatti lo strumento attraverso cui il denaro viene trasferito, ma occorre considerare il rapporto sottostante e le circostanze concrete.

Anche sul piano civilistico esistono poi differenze importanti tra le diverse forme di liberalità. Una recente pronuncia della Cassazione ha ribadito, per esempio, la distinzione tra donazione diretta e donazione indiretta, sottolineando che in determinate situazioni il trasferimento bancario non sostituisce le formalità richieste per una donazione vera e propria.

Per questo motivo, davanti a un trasferimento di importo significativo, è importante non limitarsi alla causale del bonifico o alla convinzione che, trattandosi di denaro tra genitori e figli, non possa esistere alcuna conseguenza fiscale. La situazione va valutata considerando l’importo, la finalità del trasferimento, la natura della liberalità e le norme applicabili.

In definitiva, il messaggio da tenere presente è che l’8% non rappresenta una tassa automatica del Fisco sui soldi ricevuti dai genitori. La normativa sulle liberalità indirette prevede condizioni specifiche e franchigie molto elevate per i trasferimenti tra parenti in linea retta.

La prudenza diventa particolarmente importante quando le cifre sono consistenti o quando il trasferimento è destinato a produrre un significativo incremento del patrimonio del beneficiario. In questi casi, documentare correttamente la ragione dell’operazione e verificare preventivamente gli aspetti fiscali e civilistici può evitare contestazioni successive. Per operazioni di importo rilevante, è quindi opportuno rivolgersi a un professionista, perché la corretta qualificazione del trasferimento dipende dalle circostanze concrete e non dal solo fatto che il denaro sia arrivato tramite bonifico.

21.822 visualizzazioni
  1. 1
  2. 2
  3. 3
  4. 4
  5. 5
  6. 6
  7. 7
Chiudi
Caricamento contenuti...