Una delle mete più visitate dai patiti di ufologia è la cittadina di Roswell, nello stato americano del Nuovo Messico. Dal 1947 ad oggi, infatti, c’è un alone di mistero che circonda questa zona degli Stati Uniti, dove abbondano gli aneddoti sul mondo extraterrestre.
Ma cos’è che ha reso Roswell così famosa, diventando un vero e proprio centro turistico, con tanto di Museo Internazionale legato agli UFO? La storia inizia nei primi di luglio del 1947, quando un violento temporale fa schiantare un oggetto non identificato in un ranch.
Il proprietario della tenuta, il signor William Ware Brazel, detto Mac, trova sparsi nel suo appezzamento i resti di un qualcosa mai visto prima. Le forme e i materiali non appaiono familiari all’uomo, che decide di avvisare sceriffo e autorità per una ricognizione sul posto.
La notizia fa scalpore e il quotidiano Roswell Daily pubblica un articolo dal titolo roboante, che parla della cattura di un disco volante da parte dell’aeronautica militare. E in effetti l’esercito americano aveva emesso un comunicato stampa di questo tenore, salvo poi ritrattare dopo solo 24 ore.
Cosa è successo a Roswell
Non sappiamo cosa sia accaduto davvero a Roswell nel luglio del 1947, ma esistono due versioni ufficiali. La prima è succedanea alla ritrattazione da parte dell’esercito americano, che passò dal “abbiamo trovato un disco volante” a “era solo un pallone meteorologico”.
La storia resse fino alla fine degli anni Settanta, quando l’ufologo Stanton Friedman intervistò il maggiore Jesse Marcel, ufficiale a capo dell’intelligence del Roswell Army Air Field. Da quanto ne sappiamo fu lui il primo militare a esaminare i detriti nel ranch di Brazel.
Le sue dichiarazioni riportarono in auge l’idea che i materiali fossero non terrestri, in quanto descritti come sottili ma indistruttibili. E secondo alcuni sostenitori della teoria ufologica, quel giorno i militari non avrebbero recuperato solo resti meccanici, ma anche corpi di alieni.
In realtà, negli anni Novanta arriva la seconda versione ufficiale: l’oggetto era un dispositivo secretato del progetto Mogul. In poche parole, nessuna navicella spaziale ma solo un pallone sonda che doveva spiare i test nucleari sovietici in modo discreto.
Il Nitinol, la lega metallica dal sentore alieno
C’è un fatto interessante connesso alle vicende di Roswell ed è la nascita del Nitinol, una lega metallica dalle proprietà straordinarie. Di fatto, si tratta di un felice connubio tra nickel e titanio, in grado di ritornare alla sua forma originaria anche se accartocciato.
Si dice che il Nitinol abbia come anno di nascita il 1962, grazie a scoperte del Naval Ordnance Laboratory, ma per gli ufologi le sue proprietà sarebbero identiche a quelle descritte da Jesse Marcel, quando toccò con mano i resti metallici nel ranch di Brazel.
Ad oggi, nessuno indaga più sulle origini del Nitinol, adoperato per le montature degli occhiali infrangibili, come anche per gli stent coronarici. Ma c’è una teoria che non perde terreno riguardo la sua invenzione e ha proprio a che fare con gli eventi del 1947.
I bene informati sostengono che il Nitinol non sia nato da ricerche sui metalli, quanto piuttosto dagli studi degli scienziati militari sui detriti di Roswell. Poi la tecnologia sarebbe stata ceduta all’industria civile anni dopo.
Se così fosse, noi umani dovremmo proprio dire grazie agli alieni, perché questo materiale ci ha fatto fare passi da gigante nel mondo della medicina, dell’aerospazio e della telefonia. Un regalo da altri pianeti, più gradito che mai.