Le chiamate dei call center sono diventate una presenza costante nella quotidianità di milioni di italiani. Numeri sconosciuti che squillano a tutte le ore, offerte poco chiare e, nei casi peggiori, veri e propri tentativi di truffa hanno contribuito a creare un clima di diffidenza generalizzata. Negli ultimi anni distinguere una telefonata commerciale legittima da una chiamata fraudolenta è diventato sempre più complicato, anche perché chi opera illegalmente utilizza tecniche sempre più sofisticate per mascherare la propria identità. Proprio per rispondere a questo scenario, l’AGCOM è intervenuta con una nuova proposta che punta a rendere le chiamate autorizzate immediatamente riconoscibili, riducendo così il fenomeno del telemarketing aggressivo.
La proposta di AGCOM per arginare i call center
L’idea messa sul tavolo dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è tanto semplice quanto potenzialmente efficace: consentire ai call center che operano nel rispetto delle regole di utilizzare numeri brevi a tre cifre anche per le chiamate commerciali e promozionali. Si tratta di numerazioni già familiari agli utenti, oggi utilizzate soprattutto per servizi di assistenza o informazioni, e che hanno una caratteristica fondamentale: sono assegnate e gestite a livello nazionale, quindi non replicabili dall’estero. In questo modo, chi riceve una chiamata potrebbe riconoscere a colpo d’occhio se si tratta di un contatto proveniente da un operatore identificato e sottoposto alle normative italiane.
La proposta nasce anche come risposta all’evoluzione delle frodi telefoniche, in particolare al fenomeno del CLI spoofing, ovvero la falsificazione del numero visualizzato sul telefono del destinatario. Questa tecnica consente ai truffatori di far apparire numerazioni italiane credibili, aggirando sia le norme sulla privacy sia il Registro pubblico delle opposizioni. Negli ultimi mesi l’AGCOM ha già introdotto un filtro anti-spoofing che ha permesso di bloccare milioni di chiamate illecite ogni giorno, ma il traffico illegale si è in parte spostato su numeri esteri reali. Da qui la necessità di un ulteriore passo avanti: non solo bloccare le chiamate fraudolente, ma rendere immediatamente riconoscibili quelle legittime. La sperimentazione è partita il 17 dicembre e, dopo una consultazione di 45 giorni, la misura dovrebbe entrare pienamente in vigore.
Come evitare il telemarketing aggressivo
In attesa che le nuove regole diventino operative a tutti gli effetti, gli utenti possono comunque adottare diverse strategie per limitare le chiamate indesiderate. Uno degli strumenti più efficaci resta l’iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni, che permette di impedire l’utilizzo del proprio numero per finalità promozionali, sia su rete fissa che mobile. L’iscrizione è gratuita e, salvo consensi espliciti forniti in un secondo momento, obbliga le aziende a escludere il numero dalle campagne di telemarketing.
Un valido aiuto arriva anche dalla tecnologia. Molti smartphone offrono già sistemi di blocco integrati per numeri sconosciuti o segnalati come spam, mentre esistono app dedicate che identificano e filtrano automaticamente le chiamate sospette grazie a database costantemente aggiornati. A tutto questo si aggiunge un aspetto spesso sottovalutato: la gestione consapevole dei consensi. Molte chiamate commerciali derivano da autorizzazioni concesse distrattamente durante registrazioni online o sottoscrizioni di servizi. Leggere con attenzione le informative sulla privacy e revocare i consensi non necessari è un passaggio fondamentale per ridurre il flusso di chiamate. In questo contesto, le nuove iniziative dell’AGCOM potrebbero rappresentare un cambio di passo importante, restituendo agli utenti un maggiore controllo e rendendo il telefono uno strumento meno esposto agli abusi.