Quando una star come Leonardo DiCaprio partecipa una cerimonia mondiale come i Golden Globes, l’attenzione schizza inevitabilmente alle stelle. In un anno come questo, in cui il suo film One Battle After Another ha ricevuto ben nove candidature, l’attesa per un riconoscimento era palpabile nell’aria di Los Angeles. Eppure, alla 83esima edizione dei Golden Globe, la performance di DiCaprio non è bastata per portare a casa la statuetta come miglior attore protagonista in un musical o commedia: quel premio è andato a Timothée Chalamet per Marty Supreme, segnando un altro capitolo in una lunga storia di ostacoli e riconoscimenti mancati per l’attore.
Un’altra grande performance ma un’altra statuetta sfuggita
La notizia di DiCaprio battuto da Chalamet ha fatto immediatamente il giro del mondo. Non tanto perché fosse una sorpresa totale – dati i risultati delle nomination – ma perché Leonardo DiCaprio è una delle figure più celebri di Hollywood, la cui carriera è stata costruita su ruoli intensi, viscerali e spesso iconici.
Il film One Battle After Another era considerato un possibile favorito, con nove nomination totali e una presenza importante in categorie chiave come miglior film commedia o musical, miglior regista e miglior sceneggiatura. Tra i candidati, la presenza di star veterane come George Clooney, Benicio del Toro e Sean Penn ha reso la competizione particolarmente agguerrita. Durante la cerimonia, DiCaprio ha mantenuto la sua compostezza: è stato ripreso mentre sorrideva e scherzava durante gli spot pubblicitari, mostrando un lato di sé più giocoso rispetto alla sua abituale serietà da red carpet.
Anche la strada verso l’Oscar è stata lunga e tortuosa
Anche se durante la sua carriera ne ha già vinti tre (a fronte di 15 nomination), questo Golden Globe mancato in particolare riporta inevitabilmente alla mente il percorso di DiCaprio con un altro premio simbolo di Hollywood: l’Oscar. Una storia fatta di grandi interpretazioni e altrettante delusioni, che per anni ha alimentato la sensazione di un talento riconosciuto da tutti, ma mai premiato a dovere. Tra gli anni ’90 e i primi Duemila, DiCaprio ha collezionato nomination senza vittorie per film come What’s Eating Gilbert Grape, The Aviator, Blood Diamond e The Wolf of Wall Street, dando vita a un’attesa che col tempo è diventata quasi leggendaria.
Proprio questa lunga serie di vittorie mancate ha trasformato la sua “maledizione” in un fenomeno pop: sui social sono nati meme, battute e teorie sempre più elaborate sul fatto che DiCaprio non riuscisse mai a vincere l’Oscar, qualunque fosse la qualità delle sue interpretazioni. L’ironia arrivò al punto che venne persino creato un videogioco online in cui l’attore inseguiva simbolicamente la statuetta, evitando ostacoli e sconfitte.
La svolta è arrivata molto più tardi, nel 2016, quando DiCaprio ha vinto finalmente il suo primo e unico Oscar come miglior attore protagonista per The Revenant, dopo cinque nomination recitative. Il discorso di accettazione, emozionato e carico di significato, fu vissuto da molti come la fine di una lunga attesa collettiva.
La reazione del pubblico e dell’ambiente hollywoodiano
Molti fan e critici hanno comunque sottolineato che la nomination stessa ai Golden Globes di quest’anno, in un cast così competitivo, è un segnale di grande rispetto nei confronti di DiCaprio. E la sua carriera continua ad essere fonte di ispirazione per molti attori emergenti, tra cui lo stesso Chalamet, che ha più volte dichiarato di ispirarsi proprio a lui. I social si sono animati con commenti affettuosi, ironici e di sostegno, e i giornalisti presenti all’evento hanno sottolineato come il suo approccio al lavoro sia sempre guidato da scelte artistiche ponderate, più che da un inseguimento di premi.
Durante il monologo di apertura, inoltre, la conduttrice Nikki Glaser ha scherzato su alcuni aspetti della vita privata di DiCaprio, giocando con leggerezza sulla sua fama di partner di giovani modelle, una battuta che l’attore ha accolto con sportività.
Nonostante la mancata vittoria, One Battle After Another resta uno dei film più apprezzati del periodo e potrebbe avere un percorso interessante anche nella prossima imminente edizione degli Oscar. Il Golden Globe, da questo punto di vista, è solo una tappa di un viaggio molto più lungo e articolato. La cerimonia ha confermato la solidità del film e la qualità delle interpretazioni, anche se – ancora una volta – non è stato incoronato il protagonista più atteso.