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VIRALI 12 AGOSTO 2026

Danubio in secca in Serbia: riaffiora una nave nazista del 1944

Un relitto della Germania nazista è riemerso dalle acque del Danubio nei pressi di Prahovo, in Serbia, dopo il drastico abbassamento del livello del fiume. Le immagini riprese con un drone l’11 agosto 2026 mostrano parte dello scafo, normalmente sommerso, circondato da ampie lingue di sabbia. Un’apparizione resa possibile dalle condizioni di siccità che stanno interessando diverse aree dell’Europa centrale e orientale.

La nave appartiene alla flotta tedesca che operava nel Mar Nero durante la Seconda guerra mondiale. Nel settembre del 1944, mentre le forze sovietiche avanzavano nei Balcani, i tedeschi decisero di autoaffondare numerose imbarcazioni lungo il Danubio per ostacolare l’avanzata dell’Armata Rossa e impedire che la flotta finisse nelle mani del nemico.

La storia della nave nazista ritrovata

Secondo le ricostruzioni storiche, nell’area di Prahovo furono affondate quasi 200 imbarcazioni appartenenti alla cosiddetta Kampfgruppe Zieb. Alcune vennero successivamente recuperate o rimesse a galla, mentre molte altre sono rimaste sul fondo del fiume per oltre ottant’anni.

Quando il livello del Danubio diminuisce, i relitti tornano periodicamente visibili e questo non ha fatto eccezione. Ma la loro riemersione non rappresenta soltanto una curiosità storica. Alcune delle imbarcazioni potrebbero infatti contenere ancora munizioni ed esplosivi, rendendo particolarmente complessi eventuali interventi di recupero. La loro presenza costituisce inoltre un problema per la navigazione, soprattutto in una fase nella quale la riduzione della portata del fiume rende già difficoltoso il transito delle navi.

Il ruolo del surriscaldamento globale

Il ritrovamento della nave nazista sul fondo del fiume è strettamente collegato alla situazione meteorologica dell’estate 2026. Il Danubio, secondo fiume più lungo d’Europa, attraversa dieci Paesi ed è fondamentale non soltanto per il trasporto fluviale, ma anche per la produzione energetica e l’approvvigionamento idrico.

Le basse portate stanno creando problemi anche in altri tratti del corso d’acqua: a fine luglio, per esempio, Copernicus aveva documentato livelli particolarmente bassi nel Danubio in Ungheria, con ampie porzioni di sedimenti normalmente sommerse tornate alla luce.

Il quadro europeo è più ampio. L’European Drought Observatory della Commissione europea ha segnalato nel corso dell’estate condizioni di siccità persistenti e temperature superiori alla media in diverse regioni del continente, con situazioni di allerta e peggioramento in varie aree dell’Europa centrale. L’osservatorio monitora anche le condizioni di basso deflusso dei fiumi, un indicatore particolarmente importante per valutare la disponibilità di acqua.

La combinazione tra caldo prolungato, precipitazioni insufficienti e portate fluviali ridotte sta quindi producendo conseguenze che vanno ben oltre l’ambito ambientale. Il calo del livello del Danubio mette sotto pressione i trasporti, le risorse idriche e alcune infrastrutture energetiche, mentre allo stesso tempo porta alla luce testimonianze del passato rimaste nascoste per decenni.

Il significato del ritrovamento del relitto

Il relitto di Prahovo diventa così un’immagine particolarmente suggestiva di questa estate estrema: la siccità fa arretrare l’acqua e restituisce alla vista un pezzo della storia europea, ma allo stesso tempo evidenzia i rischi concreti legati alla progressiva riduzione delle risorse idriche.

Le navi affondate nel 1944 erano state lasciate sul fondo per fermare un esercito in avanzata; oggi, a oltre ottant’anni di distanza, sono le condizioni climatiche a riportarle nuovamente alla luce.

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