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BUONO A SAPERSI 25 GIUGNO 2026

Stop ai diesel Euro 5, quando e dove scatta il blocco

Dopo mesi di dibattito politico e rinvii, il conto alla rovescia per i proprietari delle auto diesel Euro 5 è ufficialmente iniziato. Salvo ulteriori modifiche normative, dal 1° ottobre 2026 entreranno in vigore nuove limitazioni alla circolazione per milioni di veicoli nelle regioni del Bacino Padano, una delle aree europee più critiche dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico. L’obiettivo,infatti, è ridurre l’impatto sul pianeta.

La misura avrebbe dovuto scattare già nell’autunno del 2025, ma un emendamento al Decreto Infrastrutture ne ha posticipato l’entrata in vigore di un anno. Contestualmente, è stato ridotto il numero dei Comuni coinvolti. Le limitazioni, infatti, interesseranno prioritariamente i centri urbani con oltre 100.000 abitanti, e non più quelli sopra i 30.000 residenti come era previsto in origine.

Chi verrà colpito dalla nuova normativa diesel Euro 5

Secondo le stime riportate da diverse analisi del settore automotive, il provvedimento sui diesel Euro 5 potrebbe coinvolgere circa 1,3 milioni di vetture nelle quattro regioni interessate in questa fase – si tratta di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna – mentre il numero complessivo delle auto circolanti in Italia coinvolte supera ampiamente i 3 milioni. In alcune valutazioni più estese sulle stime si arriva a considerare fino a 7 milioni di veicoli, potenzialmente interessati da restrizioni future o indirette.

Sono quelle immatricolate indicativamente tra il 2011 e il 2015 a essere coinvolte dalle limitazioni. Veicoli che, fino a pochi anni fa, rappresentavano una scelta considerata efficiente e relativamente sostenibile rispetto alle generazioni precedenti. Oggi, però, le normative europee sulla qualità dell’aria e i piani regionali per la riduzione delle emissioni hanno cambiato il quadro.

Quando non si potrà circolare

Le modalità operative varieranno da regione a regione. In Lombardia, ad esempio, il blocco interesserà le aree urbane dei comuni con oltre 100.000 abitanti, tra cui Milano, Brescia, Bergamo e Monza. In Veneto ed Emilia-Romagna le limitazioni saranno generalmente applicate nei giorni feriali e durante i mesi più critici per l’inquinamento, tra ottobre e aprile.

Non si tratta tuttavia di uno stop uniforme e inevitabile. La normativa lascia infatti alle Regioni margini di flessibilità. Dopo il 1° ottobre 2026, gli enti territoriali potranno proporre misure compensative alternative – come il potenziamento del trasporto pubblico, interventi di efficientamento energetico o altre azioni per la riduzione delle emissioni – per evitare o attenuare il blocco dei diesel Euro 5. Allo stesso tempo, le amministrazioni conservano la facoltà di introdurre restrizioni più severe qualora la qualità dell’aria lo richieda.

Inquinamento climatico, verso un punto di non ritorno

Il tema continua a dividere politica, associazioni ambientaliste e automobilisti. Da un lato, c’è la necessità di rispettare gli obiettivi europei sulla qualità dell’aria; dall’altro, il rischio di penalizzare famiglie e lavoratori che utilizzano ancora veicoli relativamente recenti e spesso acquistati proprio per le loro caratteristiche di efficienza.

Per chi possiede un diesel Euro 5, il consiglio è monitorare attentamente le decisioni della propria Regione nei prossimi mesi. Il quadro normativo è più chiaro rispetto al passato, ma resta soggetto a possibili aggiornamenti. Una cosa, però, appare certa: il 1° ottobre 2026 rappresenta ormai una data chiave nel percorso di progressiva uscita dei diesel più datati dai principali centri urbani del Nord Italia.

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