La serata finale del 76° Festival della Canzone Italiana punta su un nome capace di mettere d’accordo generazioni diverse e pubblici lontanissimi tra loro: Andrea Bocelli. Il tenore toscano torna come super ospite in una serata che celebra non solo la musica, ma anche la storia stessa della kermesse. Un ritorno che si inserisce nell’omaggio a Pippo Baudo, figura chiave nello sviluppo moderno del Festival. A volerlo fortemente è il direttore artistico Carlo Conti, che considera questa presenza una sorta di cerchio che si chiude: Bocelli è infatti uno dei grandi artisti scoperti proprio da Baudo sul palco dell’Ariston, insieme a nomi come Laura Pausini ed Eros Ramazzotti.
Ma prima dei riflettori, delle orchestre e delle standing ovation, il tenore fa una deviazione inaspettata e sceglie una tappa decisamente meno glamour e molto più personale.
Andrea Bocelli super ospite a Sanremo: prima il piacere, poi il dovere
Prima di raggiungere la Riviera ligure per la finale del Festival, Bocelli fa una deviazione nella Bergamasca, precisamente a Spirano. Non si tratta di un impegno promozionale né di un evento pubblico, ma di qualcosa di molto più intimo: l’incontro con i suoi cavalli. Qui lo aspetta Pasquale Beretta, allevatore noto tra gli appassionati e da anni punto di riferimento per il cantante.
L’arrivo avviene in elicottero, quasi in incognito, segno di una visita non programmata ma evidentemente irrinunciabile. Beretta racconta in una intervista un Bocelli concentrato sulla serata sanremese, ma incapace di resistere alla tentazione di montare Quarzo, un cavallo lusitano di sei anni acquistato tre anni prima e appena rientrato dalla Spagna dopo l’addestramento di Alta Scuola. Tra un’intervista telefonica e l’altra, il tenore si concede qualche giro in sella di Quarzo, come se fosse il modo più naturale per ritrovare equilibrio prima di un evento importante.
La presenza nella zona di Andrea Bocelli emerge solo per caso durante un collegamento con Fiorello su Rai Radio 2, quando lo stesso tenore rivela di trovarsi in provincia di Bergamo e di essersi fermato anche a pranzo in un ristorante locale. Un dettaglio che conferma il carattere spontaneo della visita. Dopo la sosta, il cantante riparte in elicottero rapidamente verso Sanremo, mentre il cavallo viene trasferito nella sua tenuta in Toscana.
Il grande amore di Bocelli per i cavalli
La passione di Andrea Bocelli per i cavalli non è un hobby recente né un capriccio da celebrità. Affonda le radici nell’infanzia, quando inizia a cavalcare a soli cinque anni. Nonostante la perdita della vista, il rapporto con questi animali non si interrompe mai, anzi si rafforza fino a diventare una componente essenziale della sua vita. Per il tenore, andare a cavallo significa libertà, contatto con la natura e soprattutto fiducia reciproca.
Bocelli descrive spesso i cavalli come compagni ideali: intelligenti, sensibili e capaci di percepire lo stato emotivo di chi li monta. Non è un caso che insieme al fratello Alberto gestisca un piccolo allevamento di cavalli iberici sulle colline toscane. Tra gli esemplari più noti c’è uno stallone di razza Pure Raza Española con cui è stato visto cavalcare persino a Central Park, dimostrando come questa passione lo accompagni anche durante i viaggi internazionali.
Questa razza è famosa per eleganza, docilità e capacità di instaurare un legame profondo con il cavaliere, caratteristiche che sembrano rispecchiare la sensibilità artistica del cantante. Non si tratta solo di sport o svago, ma di una relazione emotiva che Bocelli vive come complemento alla musica.
Alla vigilia di una delle serate più importanti della televisione italiana, l’immagine di Bocelli in sella racconta quindi più di qualsiasi discorso celebrativo. Mostra un artista che, prima di affrontare milioni di spettatori, sceglie di ritrovare se stesso nel silenzio di un maneggio.