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BUONO A SAPERSI 08 OTTOBRE 2026

Quando si può accendere il riscaldamento nel 2026: le zone e i rinvii, zona per zona

Con l’arrivo dell’autunno torna il tema dell’attivazione del riscaldamento nelle abitazioni. Anche per la stagione 2026-2027, infatti, non esiste un’unica data valida per tutta Italia: il momento in cui è possibile accendere i termosifoni dipende dalla zona climatica nella quale si trova il Comune. Il territorio nazionale è suddiviso in sei fasce, dalla zona A, caratterizzata dai climi più miti, alla zona F, dove non sono previste limitazioni stagionali.

Il calendario stabilisce sia il periodo nel quale gli impianti possono essere utilizzati sia il numero massimo di ore giornaliere. Esistono tuttavia delle eccezioni: i sindaci possono intervenire con ordinanze specifiche e anticipare o posticipare l’accensione, in base alle condizioni meteorologiche e alle esigenze del territorio.

Termosifoni accesi: le zone e le date

La prima data utile per l’attivazione del riscaldamento riguarda la zona E, che comprende numerosi Comuni del Nord Italia. In condizioni ordinarie, qui gli impianti possono essere accesi dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027, per un massimo di 14 ore al giorno, nella fascia compresa tra le 5 e le 23. In questa zona rientrano, tra le altre, Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Brescia e Bergamo.

Nella zona D, che comprende città come Roma, Firenze, Genova e Perugia, l’accensione è invece prevista dal 1° novembre al 15 aprile, con un limite massimo di 12 ore al giorno.

La stagione termica comincia più tardi nei Comuni della zona C, tra cui ci sono Napoli, Bari e Lecce. In questo caso i termosifoni possono essere accesi dal 15 novembre al 31 marzo, per un massimo di 10 ore quotidiane.

Nelle zone climatiche A e B, caratterizzate da condizioni generalmente più miti, l’accensione è consentita dal 1° dicembre. Nei Comuni della zona A gli impianti possono funzionare per un massimo di 6 ore al giorno, mentre nella zona B il limite è di 8 ore.

Fa eccezione la zona F, che comprende le aree italiane caratterizzate dalle temperature più rigide, tra cui alcuni Comuni delle province di Belluno, Cuneo e Trento. Qui non sono previste limitazioni relative al periodo di accensione o al numero massimo di ore giornaliere.

Anche la temperatura degli ambienti è regolamentata. Per gli edifici destinati a uso civile il valore di riferimento è di 20 °C, con una tolleranza di 2 °C. Per gli edifici destinati ad attività industriali, artigianali e assimilabili il limite è invece di 18 °C, anche in questo caso con una tolleranza di 2 °C.

Alcuni Comuni hanno deciso di posticipare l’accensione

Le date stabilite per le diverse zone climatiche rappresentano il calendario ordinario, ma non impediscono alle amministrazioni locali di adottare provvedimenti differenti. In particolare, i Comuni possono intervenire quando le condizioni climatiche rendono opportuno ritardare l’avvio degli impianti, con l’obiettivo di evitare consumi energetici non necessari e contribuire alla riduzione delle emissioni.

Un esempio per il 2026 è Monza, dove il Comune ha deciso di posticipare l’accensione dei termosifoni di una settimana rispetto alla data ordinaria prevista per la zona E. Gli impianti potranno quindi essere accesi dal 22 ottobre, anziché dal 15 ottobre, e potranno restare in funzione fino al 15 aprile 2027.

A Reggio Emilia, a Modena e a Bologna l’accensione è stata ufficialmente posticipata al 1° novembre. Gli impianti potranno funzionare fino a 14 ore al giorno. Il Comune di Bergamo era orientato verso il posticipo di una settimana, ancora al vaglio sono le date di Como e Lecco e Pavia. A Mantova si aspetterà una valutazione della situazione meteorologica.

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