Negli ultimi giorni il nome di Stefano De Martino è al centro delle cronache perché coinvolto in una spiacevole vicenda di hacking che ha portato alla diffusione di video privati, rubati dal sistema di videosorveglianza della casa della sua fidanzata, Caroline Tronelli. Gli hacker sono riusciti a violare le telecamere domestiche, trafugando filmati intimi della coppia poi circolati in chat e siti web stranieri.
Un episodio grave che ha sollevato non solo clamore mediatico, ma anche un ampio dibattito sul tema della privacy digitale. De Martino non ha perso tempo: ha sporto denuncia alla Polizia Postale per “diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite”, sottolineando come la responsabilità non sia solo di chi ha commesso l’hacking, ma anche di chi ha contribuito a condividere o commentare i video sui social.
Il Garante della Privacy, intervenuto ufficialmente, ha ribadito che i filmati sono stati acquisiti e diffusi in maniera illecita, imponendo la rimozione immediata dei contenuti e avvertendo che ogni ulteriore diffusione sarà considerata altrettanto illegale. Una vicenda che mette in luce un rischio concreto: se può succedere a un personaggio famoso, può accadere anche a chiunque utilizzi sistemi di videosorveglianza collegati a Internet.
Come evitare che i propri video finiscano online
Sempre più case sono dotate di sistemi smart, ma non tutti sanno che, se non configurati correttamente, possono trasformarsi in una porta d’ingresso per i cybercriminali.
Il primo passo è non collegare mai le telecamere a Internet se non strettamente necessario. Se non hai bisogno di controllarle da remoto, tenerle offline è la soluzione più sicura. In alternativa, è fondamentale proteggere l’accesso con password complesse e uniche, evitando di utilizzare le credenziali di default fornite dal produttore.
Un altro elemento cruciale è l’aggiornamento costante del firmware. Anche la rete Wi-Fi deve essere blindata, con protocolli come WPA3 e possibilmente con una rete dedicata solo ai dispositivi smart.
Oltre a queste misure, è utile prestare attenzione a eventuali segnali di compromissione: telecamere che si muovono da sole, luci LED accese senza motivo, voci o rumori strani, o improvvisi picchi di traffico di rete. Tutti indizi che dovrebbero spingere a intervenire subito per mettere in sicurezza il sistema.
Cosa fare in caso di furto di video e foto
Ma cosa succede se, nonostante tutte le precauzioni, le proprie immagini private finiscono online? Il primo passo è scollegare subito i dispositivi dalla rete e cambiare tutte le password, non solo delle telecamere ma anche degli account collegati.
Parallelamente, è importante documentare le prove: screenshot, link, orari e ogni elemento che possa essere utile per un’eventuale denuncia. La segnalazione va fatta immediatamente alle piattaforme dove i contenuti sono comparsi, richiedendone la rimozione. La maggior parte dei social e dei siti ha ormai procedure precise contro la diffusione non consensuale di materiale privato.
In Italia, inoltre, esiste un chiaro percorso legale: rivolgersi alla Polizia Postale e, se necessario, a un avvocato esperto in diritto della privacy. La diffusione di immagini intime senza consenso è un reato, e chi ne è vittima ha pieno diritto a tutelarsi. Un’altra raccomandazione è non interagire con gli hacker: rispondere o cedere a eventuali ricatti può solo peggiorare la situazione.