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CONSIGLI 15 AGOSTO 2025

Si può ascoltare la radio ad alto volume in spiaggia?

Il mare è per molti sinonimo di vacanza. Il rifugio perfetto dal caos frenetico della città. C’è chi ama trascorrere le giornate leggendo sotto l’ombrellone, chi sonnecchia e chi chiacchiera con gli amici. Come accade però la la quiete viene interrotta da della musica a tutto volume. Di conseguenza, il confine tra piacere personale e rispetto degli altri viene meno.
In Italia, ascoltare musica in spiaggia non è vietato in assoluto, ma le regole cambiano a seconda del luogo, delle ordinanze comunali e del volume a cui si sceglie di farlo. Negli ultimi anni, con l’aumento delle presenze turistiche e delle lamentele legate all’inquinamento acustico, le norme si sono fatte più severe.

Si può ascoltare la musica in spiaggia?

In Italia è possibile ascoltare la musica sotto l’ombrellone, ma con molte precisazioni. Nelle spiagge libere, la legge non vieta espressamente di tenere la radio accesa o far partire la propria playlist preferita tramite una cassa bluetooth. Tuttavia, il buon senso e la convivenza civile suggeriscono di mantenere il volume basso, evitando di imporre i propri gusti musicali a chi si trova a pochi metri di distanza.
Le cose cambiano nelle spiagge attrezzate o in quelle che rientrano sotto regolamenti comunali specifici. In molti stabilimenti balneari, soprattutto nelle ore centrali della giornata (tra le 13 e le 16), è severamente vietato diffondere musica ad alto volume per garantire la quiete. In località come Scarlino, Fregene e Maccarese, poi il divieto è stato rafforzato negli ultimi anni, includendo persino DJ set e casse portatili, a causa delle numerose segnalazioni di disturbo.

Alcune regioni, come Liguria e Campania, applicano restrizioni ancora più severe, soprattutto nelle spiagge affollate. Qui, se il volume supera la cosiddetta “normale tollerabilità”, si rischia una multa che può arrivare fino a 1.000 euro. E dal 2025, in alcune località, le sanzioni si sono ulteriormente irrigidite: anche un lieve superamento dei limiti di volume può costare caro. Per evitare problemi, la soluzione più semplice resta l’uso di cuffie: così si può godere della propria musica senza infrangere le regole e senza inimicarsi i vicini di ombrellone.

Quali altri rumori bisogna evitare in spiaggia

La musica non è l’unico suono che può generare conflitti sulla sabbia. Schiamazzi, urla prolungate e comportamenti rumorosi rientrano tra le principali cause di liti e segnalazioni alle autorità. Il Codice Civile stabilisce il principio della “normale tollerabilità” del rumore, e quando questa soglia viene superata – soprattutto se a farne le spese è un gruppo numeroso di persone – si può configurare il reato di disturbo della quiete pubblica.

Anche l’uso di apparecchiature sonore come casse e amplificatori è spesso vietato, e in caso di violazione le conseguenze non si limitano a una sanzione amministrativa: nei casi più gravi, si rischia persino una denuncia penale o l’arresto fino a tre mesi. Non solo: pure il cellulare può diventare fastidioso, soprattutto se si lascia squillare a lungo o si ascoltano messaggi vocali a tutto volume.

Attenzione anche alle attività sportive: beach volley, racchettoni o bocce improvvisati vicino alla riva sono divertenti, ma se troppo rumorosi o invadenti possono essere limitati o vietati in spiaggia. Infine, in molte località turistiche esistono veri e propri “orari di silenzio” pomeridiani o serali, pensati per favorire il riposo.

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