La Polizia Stradale ha lanciato un allarme riguardante una truffa che negli ultimi mesi ha preso piede nei distributori di carburante italiani. Si tratta della cosiddetta “truffa dei 5 euro“, un inganno apparentemente banale ma che può costare molto caro agli automobilisti distratti o troppo fiduciosi.
Truffa dei 5 euro: può costare cara
La tecnica utilizzata dai truffatori è semplice. Un individuo si avvicina a un automobilista intento a fare rifornimento, sostenendo di avere problemi con la propria carta di credito o di non possederne una. Con fare amichevole, chiede alla vittima di pagare il carburante con la propria carta in cambio di una banconota da 5 euro in contanti. Se l’automobilista accetta, il truffatore approfitta della situazione per riempire completamente il serbatoio, ben oltre l’importo pattuito. Nei casi peggiori, se la vittima si accorge dell’inganno e tenta di interrompere il rifornimento, il malvivente potrebbe ricorrere a intimidazioni o minacce per completare la truffa.
Questa pratica fraudolenta si verifica soprattutto nelle stazioni di servizio self-service attive 24 ore su 24, in particolare di notte, quando manca il personale di sorveglianza. La truffa dei 5 euro ha avuto origine in Francia, per poi diffondersi rapidamente in Spagna e, ora, anche in Italia. Il motivo della sua diffusione è legato a diversi fattori, tra cui l’aumento del costo del carburante e la crescente diffusione delle stazioni automatizzate, prive di personale.
Difendersi da questo raggiro è semplice, ma richiede attenzione. Ecco alcune precauzioni fondamentali per evitare di cadere vittima della truffa:
Come segnalare le truffe in Italia
Segnalare una truffa è fondamentale per contrastare questi fenomeni e proteggere altri automobilisti da potenziali raggiri. In Italia ci sono diversi modi per denunciare un tentativo di frode ai distributori di benzina.
Oltre a quella dei 5 euro, esistono altre truffe che colpiscono gli automobilisti ai distributori di benzina. Tra le più diffuse ci sono: